Il progetto “In Campo”

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Il progetto “In Campo” è la principale (sebbene non l’unica) attività in cui è coinvolta l’Associazione di promozione sociale AlterNative. Tale progetto nasce da una collaborazione tra AlterNative (costituitasi nel 2014) e la rete di cooperative sociali formata dalle cooperative La Rondine, Approdo e LiberaMente (presenti sul territorio di Mazzano sin dal 1986).

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Il progetto “In Campo” prevede la realizzazione e la gestione, da parte dell’Ass. AlterNative, di un orto/giardino nell’area sita in via Pontenove (Bedizzole, BS). Il terreno in questione è stato dato in gestione per 5 anni tramite comodato d’uso all’Associazione AlteNative, che vi realizzerà un orto/giardino ispirato ai principi dell’agro-ecologia e della sostenibilità. Il terreno all’inizio attraverserà una fase di riconversione con l’utilizzo di piante miglioratrici, necessaria dopo anni di coltivazione intensiva che lo ha impoverito. Nell’orto/giardino la rete di cooperative svolgerà diverse attività riabilitative rivolte alla disabilità ed al disagio psichico, attività che vanno dall’orto-terapia allinserimento lavorativo. In questo modo la rete di cooperative completerà la propria offerta di servizi, creando nel contempo nuove occasioni di contaminazione e scambio tra le persone che ruotano attorno alle cooperative, in particolare quelle appartenenti a categorie svantaggiate, ed i cittadini dei comuni di Bedizzole e Mazzano.

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Nel progetto “In Campo“, dunque, la collaborazione tra rete di cooperative e associazione cerca di perseguire i seguenti obiettivi specifici, da costruire e realizzare negli anni:

  1. Valorizzare il lascito e l’appezzamento di terreno, finalizzando nel contempo l’utilizzo del terreno secondo le precise volontà del donatore;
  2. Realizzare attività di produzione agroalimentare, offrendo occasioni di tirocinio e risocializzazione a disabili psichici e persone con patologia psichiatrica;
  3. Offrire ai soggetti con disabilità ed alla cittadinanza uno spazio in cui si possano creare occasioni di reciproco scambio e conoscenza;
  4. Approvvigionare i servizi residenziali e semiresidenziali delle cooperative di prodotti agricoli freschi e naturali;
  5. Commercializzare attraverso circuiti locali le eccedenze prodotte, contribuendo alla sostenibilità economica del progetto, e, soprattutto, promuovendo una logica di consumo responsabile, solidale e sostenibile;
  6. Proporre nuovi modelli, ispirati ai principi dell’agro-ecologia, nella gestione degli spazi agricoli al fine di valorizzarne le peculiarità territoriali e culturali; modelli che abbiano la capacità di andare “oltre” alle logiche della cementificazione e dell’agri-business intensivo e monocolturale, ormai divenute insostenibili sia dal punto di vista economico che da quello ambientale.

In particolare l’associazione vuole portare avanti nell’area:

  • Esperimenti di conservazione e coevoluzione in situ delle sementi. (individuazione, recupero e rimessa in produzione di tipicità locali);
  • Ricostruzione e “Riprogettazione” dei paesaggi agricoli tradizionali e residuali. (ovvero quei paesaggi agricoli storici e/o tradizionali strutturatisi attraverso specifiche forme di organizzazione territoriale, e che in Italia hanno garantito per secoli un rapporto sostenibile tra città e campagne).
  • Sperimentazione di nuove pratiche e filosofie agricole (Permacultura, agricoltura sinergica, agro forestazione, agricoltura sociale etc.).

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Roberto Saleri
Antropologo e attivista in molte battaglie in difesa del territorio in provincia di Brescia. Si è laureato presso l’università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi di argomento agro-ecologico sulle nuove pratiche agricole diffuse nel contesto bresciano.
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